{"id":11,"date":"2013-06-08T21:27:04","date_gmt":"2013-06-08T19:27:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prolocoroccadaspide.it\/?page_id=11"},"modified":"2013-06-11T12:52:23","modified_gmt":"2013-06-11T10:52:23","slug":"11-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.prolocoroccadaspide.it\/?page_id=11","title":{"rendered":"Prodotti tipici"},"content":{"rendered":"<h1><strong>I prodotti tipici di Roccadaspide<\/strong><\/h1>\n<p>Il territorio del comune di Roccadaspide \u00e8 vario, e va dalla pianura della frazione di Fonte e Isca, alla collina del centro abitato, alle frazioni di Serra, Tempalta, Doglie e Carretiello che consentono una produzione di olive, uva e ortaggi.<\/p>\n<p>La parte montana trovasi prevalentemente a monte del centro abitato, ed \u00e8 ricca di castagneti, che produce per buona parte il famoso &#8220;Marrone di Roccadaspide&#8221; che ha avuto anche il riconoscimento di I.G.P.<\/p>\n<p>Oltre alla produzione di castagne che \u00e8 anche il principale prodotto del paese, rilevante \u00e8 la produzione di olio extravergine di oliva e di vino, oltre ai prodotti orticoli di ottima qualit\u00e0, ottenuti con lavorazioni tradizionali con un uso limitato di prodotti chimici.<\/p>\n<p>Tra prendendo sempre pi\u00f9 piede anche la coltivazione biologia, che anche a fronte di un prodotto pi\u00f9 caro, offre una qualit\u00e0 ed una sicurezza alimentare di gran pregio.<\/p>\n<h3><strong>Marrone di Roccadaspide<\/strong><\/h3>\n<h3><strong>Descrizione del Prodotto<\/strong><\/h3>\n<p>Il frutto di dimensioni medio-grandi (max 85 frutti\/kg) si presenta di forma prevalentemente semisferica, a volte rotondeggiante con pericarpo di colore marrone-bruno e strie scure poco evidenti. Il seme ha un episperma sottile, liscio, abbastanza aderente con settatura inferiore al 5% e polpa consistente di sapore dolce. Il Marrone di Roccadaspide, pur rappresentando solo una piccola parte dell&#8217;intera superficie castanicola salernitana, interessando attualmente una superficie di oltre 4.200 ettari, \u00e8 una produzione di grande interesse suscettiva di espansione in quanto riesce, grazie alle sue qualit\u00e0 pregiate, a spuntare prezzi relativamente pi\u00f9 elevati sui mercati. Il consumo fresco rappresenta per il Marrone di Roccadaspide uno sbocco limitato, in quanto la maggior parte della produzione \u00e8 avviata alle industrie di lavorazione (90% circa) dalle quali \u00e8 particolarmente richiesta per le sue caratteristiche morfologiche.<\/p>\n<h3><strong>Cenni storici<\/strong><\/h3>\n<p>Come per le altre castagne caratteristiche della Campania anche questa cultivar \u00e8 legata da lungo tempo alla storia della nostra regione nella quale sarebbe presente nella zona dei Picentini sin dal secolo XI d.C. Preziosi manoscritti, conservati nell&#8217;archivio della Badia di Cava, documentano l&#8217;esistenza gi\u00e0 nel 1183-84 di castagneti nel Cilento. La parola \u201cmarrone\u201d deriverebbe dal nome dell&#8217;antica citt\u00e0 Tracia di Marronea, mentre il termine \u201ccastagna\u201d deriverebbe: o da \u201ckashtah\u201d che in persiano significa frutto secco, o da \u201cKastania\u201d, villaggio della Tessaglia, oggi in Grecia.<\/p>\n<h3><strong>Area di produzione<\/strong><\/h3>\n<p>La zona di produzione localizzata nella provincia di Salerno ed in particolare nell&#8217;area che comprende gli Alburni, il Calore e una buona parte del Cilento, coincidente in buona parte con il territorio del Parco del Cilento e Vallo di Diano.<\/p>\n<h3><strong>Marchio I.G.P. del Marrone di Roccadaspide<\/strong><\/h3>\n<p>Il Ministero delle Politiche Agricole ha riconosciuto la Protezione transitoria nazionale con D.M. 14 febbraio 2005, pubblicato sulla G.U. n. 53 del 5.03.05.<\/p>\n<h3><strong>IL CACIOCAVALLO SILANO<\/strong><\/h3>\n<h3><strong>NOTIZIE SUL PRODOTTO<\/strong><\/h3>\n<p>Il caciocavallo silano \u00e8 un formaggio semiduro a pasta filata, prodotto con latte vaccino dalla forma ovale o tronco-conica. La denominazione silano deriva dalle origini antiche del prodotto legate all\u2019altopiano della Sila.<br \/>\nIl caciocavallo si presenta con crosta sottile, liscia, di marcato colore giallo paglierino e pasta omogenea, compatta, con lievissima occhiatura di colore bianco o giallo paglierino pi\u00f9 intenso verso l\u2019esterno e meno all\u2019interno; ha un sapore delicato che diventa piccante nel corso della stagionatura. La percentuale di grasso sulla sostanza secca non pu\u00f2 essere inferiore al 38%.<\/p>\n<h3><strong>UTILIZZAZIONE E VALORE ALIMENTARE<\/strong><\/h3>\n<p>Dal gusto inconfondibile, il caciocavallo silano, acquisiti i caratteri ottimali della stagionatura, anche grazie al clima particolare delle nostre zone, \u00e8 indicato per la dieta dei bambini e degli anziani visto l\u2019alto valore nutritivo. Consumato fresco o stagionato, grattugiato o fuso, \u00e8 divenuto nel tempo protagonista della tavola nella dieta mediterranea. La tradizione vuole che con i residui della lavorazione venivano realizzate bambole da collezione.<\/p>\n<h3><strong>PRODUZIONE<\/strong><\/h3>\n<p>Prodotto da latte vaccino, il caciocavallo silano segue alcune fasi importanti per la qualit\u00e0 del prodotto.<br \/>\n1) Coagulazione. E\u2019 la fase di coagulazione del latte alla temperatura di 36-38 \u00b0C mediante l\u2019utilizzo esclusivo di caglio. Raggiunta la consistenza voluta si procede alla fase della rottura della cagliata con grumi di dimensioni simili alla nocciola.<br \/>\n2) Maturazione. La cagliata matura sotto siero per un periodo che va dalla 4 alle 10 ore, variabili a seconda dell\u2019acidit\u00e0 del latte, della temperatura e della quantit\u00e0 di formaggio prodotta. La maturazione e completata quando la pasta pu\u00f2 essere filata.<br \/>\n3) Filatura e preparazione della forma. Si prepara un cordone che viene plasmato e modellato energicamente a mano fino ad ottenere una parte interna senza vuoti e una esterna liscia. Ogni pezzo di pasta viene chiuso all\u2019apice immergendolo in acqua bollente.<br \/>\n4) Salatura. Dopo il raffreddamento in acqua fredda le forme vengono salate mediante immersione in salamoia. Per un periodo non inferiore alle 6 ore.<br \/>\n5) Stagionatura. Le forme vengono legate a cappio e sospese con delle pertiche per l\u2019areazione. La fase dura da un minimo di 15 giorni a qualche mese.<\/p>\n<h3><strong>L&#8217;OLIO EXTRA-VERGINE D&#8217;OLIVA<\/strong><\/h3>\n<h3><strong>NOTIZIE SUL PRODOTTO<\/strong><\/h3>\n<p>La coltura dell\u2019olivo \u00e8 tipica di tutta l\u2019area del bacino del Mediterraneo. In molte zone collinari e montane della Campania la coltura costituisce la migliore occasione di valorizzazione delle risorse ambientali. La superficie regionale destinata alla coltivazione dell\u2019olivo ammonta a circa 62.626 ha di cui oltre il 50% nella sola provincia di Salerno per una produzione che copre oltre il 40% delle 290.000 tonnellate di olio campano.<br \/>\nL\u2019olivicultura risulta concentrata per il 20% nel Cilento e in aree collinari e interne, dove l&#8217;olio delle colline salernitante (compreso Roccadaspide) forniscono un olio di qualit\u00e0 superiore sia per qualit\u00e0 che per quantit\ufffd<br \/>\nI processi di raccolta e di lavorazione, forniscono un olio extravergine che non ha pari al mondo.<\/p>\n<h3><strong>UTILIZZAZIONE E VALORE ALIMENTARE<\/strong><\/h3>\n<p>L\u2019olio di oliva extravergine \u00e8 un prodotto di indiscusso valore nutrizionale a seguito della composizione chimica e delle caratteristiche organolettiche. Piante di notevole vigore, grossa taglia e molto produttive offrono una materia prima ricca di preziose qualit\u00e0 organolettiche, quale l\u2019alta percentuale di acido oleico, di vitamine e di grassi estremamente digeribili. L\u2019utilizzazione \u00e8 poi delle pi\u00f9 varie, da crudo a fritto e bollito, una vera e propria colonna portante della ricca Dieta Mediterranea.<\/p>\n<h3><strong>LA PRODUZIONE<\/strong><\/h3>\n<p>L\u2019olio extravergine di oliva viene estratto per semplice molitura delle olive, ossia con l\u2019esclusivo utilizzo di mezzi fisici quali la frangitura, la spremitura e la separazione. Dalla la molitura, mediante estrazione discontinua per pressione, si ottiene cos\u00ec l\u2019olio-mosto che per centrifugazione si trasforma in olio d\u2019oliva. Detto olio, se caratterizzato dalla presenza di acidit\u00e0 massima dell\u20191% ed un punteggio organolettico pari o superiore a 6,5 prende la dicitura di extravergine.<\/p>\n<h3><strong>I VINI<\/strong><\/h3>\n<h3><strong>NOTIZIE SUL PRODOTTO<\/strong><\/h3>\n<p>Il territorio comunale \u00e8 disseminato di testimonianze, di reperti, che documentano le presenze della vite e l\u2019eccellente qualit\u00e0 dei vini prodotti. Antiche tecniche di coltivazione e di vinificazione sono il fiore all\u2019occhiello dei vini locali.<br \/>\nLa produzione locale \u00e8 in grado di offrire una vasta gamma di prodotti in capace di soddisfare anche i palati pi\u00f9 esigenti.<\/p>\n<p>Oggi i vini a denominazione di origine controllata nella provincia di Salerno sono 3 cui corrispondono una decina di tipologie, il Cilento, il Castel San Lorenzo e il Costa d\u2019Amalfi, uno a indicazione geografica tipica, il Colli di Salerno.<\/p>\n<h3><strong>VINI I.G.T.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Colli di Salerno<\/strong> Nasce dalle colline salernitane floride e rigogliose che delineano un territorio ricco di storia e tradizioni legate alla buona tavola. E\u2019 l\u2019unica tipologia della provincia di Salerno che si fregia del marchio IGT indicazione geografica tipica della Comunit\u00e0 Europea, che individua coltivazioni caratterizzate da ambienti naturali a cui si applicano tecniche raffinate. Prodotto da viti di ottima qualit\u00e0 ben si sposa con i sapori tipici e tradizionali della cucina locale sottolineandone la bont\u00e0 e il gusto. Vero punto di riferimento per i buongustai.<\/p>\n<h3><strong>VINI D.O.C.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Il Cilento<\/strong> I vitigni locali, introdotti ad Elea ed a Paestum dagli antichi colonizzatori greci, trovano nella natura argillosa-calcarea del terreno, nel clima della zona, le condizioni per esprimere al meglio la propria personalit\u00e0. Le viti producono pochi grappoli, dai quali si ottengono vini di eccellente qualit\u00e0, che si abbinano perfettamente alla cucina tipica cilentana. Il Cilento \u00e8 prodotto nei tipi bianco, rosato e aglianico, vi \u00e8 anche una variet\u00e0 di rosso (aglianico, piedi rosso e primitivo).<\/p>\n<p><strong>Castel San Lorenzo<\/strong> L\u2019area di produzione di questo vino comprende otto comuni tutti in provincia di Salerno (tra cui il territorio di Roccadaspide).<br \/>\nLa cantina sociale Val Calore ha da sempre vinificato le uve della zona, utilizzando tecniche e strutture enologiche di assoluta eccellenza, per la produzione di vini pregiati. Il Barbera, qui introdotto da molti decenni, viene invecchiato nel rovere, acquisendo struttura e personalit\u00e0. Del tutto originale \u00e8 il lambiccato, vino dolce ottenuto da cloni locali di uve moscato. Il Castel San Lorenzo \u00e8 prodotto nei tipi bianco, rosso e rosato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I prodotti tipici di Roccadaspide Il territorio del comune di Roccadaspide \u00e8 vario, e va dalla pianura della frazione di Fonte e Isca, alla collina del centro abitato, alle frazioni di Serra, Tempalta, Doglie e Carretiello che consentono una produzione di olive, uva e ortaggi. 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